Eccomi qui

Granit Gjermeni

08-01-2011  

Eccomi qui,
prigioniero dei miei pensieri,
in un inferno di anime perdute,
intrappolate tra mura, cancelli e sbarre di ferro.

Eccomi qui,
a esplorare nel buio i sentieri più nascosti della mia mente,
alla ricerca della mia anima rimasta lì, da qualche parte,
in attesa di essere ritrovata.

Eccomi qui,
con addosso il peso della coscienza,
io, Sisifo, Thanatos, Zeus.
No, ora sono un masso e giudice di me stesso.

Quante volte ho sognato di volare in alto nel cielo, come un'aquila, libero, senza limiti e confini. Quanti sogni di gloria ho inseguito. Sogni diventati polvere e cenere, che il vento ha spazzato via. Quanti desideri e pentimenti, quanti perché da risolvere! Che fine ha fatto quel bambino dal cuore puro e dai desideri innocenti? Come mai quel ragazzo che voleva scoprire e conoscere il mondo ha finito per perdere se stesso? Dove ho sbagliato? Perché ho tradito i miei principi, me stesso, i miei genitori?

Eccomi qui. Arrabbiato. Ho addosso una strana, incomprensibile rabbia. Cerco di capire, ma come una febbre cresce la mia rabbia, che non mi permette di riflettere. Perciò la combatto. E' una cosa tra me e me, tra me e la mia coscienza. Tra me e le mie paure. Certo è strano, ma mi sembra di vivere un dejavu e questa strana incomprensibile rabbia, così estranea, poi non lo è. Fa parte di me e molto spesso è stata una compagna di viaggio. Non è che questa maledetta e incomprensibile rabbia è anche la causa che mi ha portato fin qui?

Qualcosa dentro di me mi dice di fermarmi, è come se stessi entrando in una zona off limits, mi sembra di camminare in un campo minato. La paura di perdere anche quei pochi ricordi belli che ho mi blocca… perché troppe cose ho perso.

E ora eccomi qui, nella solitudine, a spingere il mio masso. Mi guardo intorno e vedo solo anime perdute, anime che erano uomini. Uomini liberi che avevano un nome, e ora sono diventati numeri inutili e facili da dimenticare.

Questo è il mio futuro? No, non ci sto. E perché dovrei starci? Finalmente vedo una luce. Lì in fondo nell'oscurità. Sembra una piccola stella; che faccio, esprimo un desiderio? No, non credo più ai miracoli. Forse quella è la mia anima che mi chiama, forse quella è l'uscita da questo inferno oscuro.

Non so cosa mi aspetta. Ma intanto vado verso la luce.