Le tre figure

 

Livia Nascimben

 

Nonna, pensa ad un ostacolo, ad un limite che nella tua vita hai dovuto affrontare..
I limiti sono stati tanti nella mia vita.

Se fossi stata signora, quando ero giovane, avrei voluto studiare Geografia o Geologia. L'ho sempre sognato ma non ho mai potuto: soldi non ce ne erano. Mi sarebbe piaciuto girare il mondo per vederne le sue meraviglie, non solo per il gusto di viaggiare; anche in Italia sarebbe stato bello andare in giro, mentre io sono potuta andare solo da Milano a Codissago e da Codissago a Milano, una volta sono andata a Genova.

 

Chi è secondo te un tiranno?
Un tiranno… dire a qualcuno "tiranno" è già avergli detto tutto: un tiranno è una persona dura, cattiva.

 

Quando non potevi studiare il tiranno da chi o cosa era rappresentato?
Nessuno mi ha impedito di studiare, ma soldi per andare a scuola non ce ne erano. Non potevamo studiare perché il tuo bisnonno non aveva lavoro e a 10 anni mi ha mandato a lavorare, a servire; mi davano 10 lire al mese. Dopo ho lavorato in una fabbrica di cemento, alzavo sacchi da 50 chili, mio padre però quando è andato in guerra in Africa ha scritto a mia madre di farmi licenziare; e sono andata a lavorare in una cartiera, si lavorava la carta. Ho sempre lavorato.

A casa curavo le gemelle, ero la sorella maggiore insieme a Livia. Andavo a segare i campi; mi piacevano i prati, la terra, la campagna; sarei stata fuori tutto il giorno, in montagna a girare, a "legne", a Dogarei con il darlin pieno.

 

Chi è per te un artista?
E' una personalità. Un'artista è un genio in un campo, nel suo mestiere.

 

L'artista per te che non potevi studiare da chi era rappresentato?
Quando ho capito che non avrei studiato, mi sono chiesta perché non sono nata figlia di signori che avrebbero potuto farmi studiare invece che in una famiglia povera che a 10 anni mi ha mandato a lavorare: ho fatto la quarta, neanche la quinta.

Mi piaceva leggere ma non avevamo libri, leggevo i libri di chiesa, La vita di Pia dei Tolomei, non la Bibbia perché costava troppo, leggevo tutte le scritte che trovavo in giro.

Mi piaceva andare nei boschi e stare a guardare gli animali: marmotte, scoiattoli, ghiri; ne restavo incantata. Mi piaceva anche andare alla villa Malcom, qui vicino, i padroni ci facevano entrare, c'era un giardino enorme, con piante, una fontana e sculture in marmo, andavamo là a sederci e ci guardavamo attorno. C'erano anche le stalle con gli animali.

A quattrocento metri da qua c'era un tagliapietre; per me sul muro c'era un fossile di un pesce. Qui un tempo c'era il mare, poi sono nate le montagne. Quando hanno tirato giù quel muro, mi è dispiaciuto molto perché ci avevano tolto qualcosa di bello da guardare.

Avrei voluto studiare, era un sogno che avrei voluto realizzare ma ho dovuto abbandonarlo.
Ho guardato poi quel che ho potuto.

Anche le stelle mi è sempre piaciuto guardarle; da giovane andavo dove era più scuro per guardarle: ci sono sempre, di giorno non le vedi, di notte sì. Ho visto eclissi, comete e un'aurora boreale, era a nord ma si vedeva fin qui; facevano paura le lingue rosse nel cielo scuro ma mi piaceva guardare.

Quando da sposata siamo andati a vivere a Milano abitavamo all'ultimo piano di una palazzina e io dicevo sempre che mi sarebbe piaciuto avere una casa con un po' di orto, un po' di prato. Si vede che avevo proprio dentro l'amore per la terra. Dopo 33 anni siamo venuti a vivere qui in montagna.

 

Chi è secondo te la compagna feconda?
Non so cosa possa essere.

Comunque tornando al discorso di prima… dopo tanti anni di matrimonio abbiamo preso una televisione, l'abbiamo pagata a rate, non avevamo tanti soldi e finalmente ho potuto guardarmi in giro.

La passione per la Geografia mi è rimasta dentro, adesso guardo i documentari; starei davanti alla televisione tutto il giorno a guardare documentari piuttosto che altre trasmissioni o film. Mi piacciono i parchi naturali, mi piacerebbe andare in Africa, poi in Kenya, nel Kilimangiaro e anche a visitare città, grotte; ma non ho nessuna prospettiva di viaggiare, anche se la voglia di andare e di vedere c'è: meno male che questi posti li mostrano in televisione e li posso guardare!

E' un modo di realizzare un sogno: guardare tutto ciò che prima non ho potuto vedere e ho perso.

 

Nota

Mia nonna si chiama Lucia, ha 81 anni e vive in un paesino in provincia di Belluno.
Si è prestata a fare l'intervista sul tiranno, l'artista e la compagna feconda e la ringrazio; probabilmente non sa porre in relazione al limite queste tre figure, penso che dell'intervista le sia rimasto il ricordo di un pomeriggio passato in compagnia di sua nipote a ripercorrere alcune tappe della sua vita più che la sensazione di aver contribuito al lavoro che detenuti e studenti stanno portando avanti insieme, mi sembra però che sia riuscita a rispondere alla nostra piccola inchiesta.

Aveva un desiderio: voleva studiare Geografia. Il suo tiranno, colui che le ha impedito di realizzare il suo sogno era rappresentato dalla povertà e dalla conseguente impossibilità di permettersi di pagare un corso di studi. Ne ha sofferto, ma ha cercato di sfruttare al meglio le risorse che aveva attorno: stava a contatto con la natura, andava nel bosco ad aspettare silenziosamente di vedere gli animali passare, osservava le stelle, coltivava i campi, leggeva tutto ciò che poteva, non libri di scuola, ma preghiere, racconti religiosi e tutto ciò che trovava; ha cercato creativamente di avvicinarsi il più possibile al suo sogno. Ora la sua "compagna di viaggi" è la televisione che le permette di andare oltre, di raggiungere luoghi che l'età e la condizione economica non le permettono di esplorare.