Oggi ci siamo incontrati al gruppo ed è stata una riunione interessante.
Dalle solite presenze mancavano Pippo e Guido in permesso, ma si sono aggiunti
due nuovi compagni Vincenzo De Martino e Claudio Nocera.
Dopo un breve giro di opinioni sulle questioni sollevate dal direttore, che
indubbiamente dovranno essere trattate, nel senso che su quelle questioni esistono
punti di vista divergenti che necessitano di un confronto franco e leale, si
è passati alla lettura di 4 scritti.
Gli scritti, che tutti avrete opportunità di leggere sul sito, sono
stati prodotti da me, Rocco, Vincenzo, Valdimar; dopo la lettura dei suddetti
si è aperta una discussione su alcuni punti del mio scritto e alcune
cose dette da Salvatore.
Per quanto mi riguarda ho precisato che gli obiettivi che ci siamo posti, mi
sto riferendo agli obiettivi che i detenuti hanno in quanto detenuti, che gli
studenti hanno in quanto studenti, che i coordinatori hanno in quanto coordinatori,
potranno essere raggiunti solo se saremo capaci di essere leali nel nostro metterci
in gioco.
Inoltre che è normale all'inizio di un rapporto, credo di qualsiasi genere,
vi siano degli scopi reconditi ed a volte contradditori con quelle che sono
le finalità ufficiali dei medesimi.
Qui ho portato l'esempio di quanto a volte sia strumentale il nostro partecipare
a corsi, scuole, gruppi ed in taluni casi pure a trovarsi un lavoro all'interno
del carcere, strumentali perché non rivolti al significato dell'attività,
ma all'ottenimento di benefici piuttosto che alla mera possibilità di
uscire dalla cella per qualche ora.
Penso che pure per gli studenti possa valere lo stesso ragionamento, seppure
la strumentalizzazione ovviamente deriverebbe da altre motivazioni, anche la
semplice curiosità.
Ma credo che l'eventuale strumentalizzazione iniziale può diventare come
un "BIG BANG" se poi si avrà il coraggio di passare alle altre
fasi.
Da questa mia precisazione è nata un'altra domanda di Ivano che mi chiedeva se a me fosse mai capitato personalmente di passare da una strumentalizzazione iniziale a un vero coinvolgimento.
Per quanto mi riguarda, posso riconoscere che nella mia esperienza questo si
è verificato quando nelle cose mi sono impegnato con "LEALTA'".
Credo che la lealtà sia il cemento di qualsivoglia rapporto e, per l'appunto,
questa io l'ho individuata nel rapporto che a suo tempo ebbi con tutti i professori
della scuola che frequentavo. Quindi, direi che il momento in cui ci si può
rendere conto che nei fatti le cose stanno cambiando è quello in cui
si ascolta, si cerca di comprendere chi si ha di fronte anche se portatore di
una verità diversa dalla propria, cercando poi di confrontare i propri
contenuti con quelli dell'altro.
Logicamente gli usi e le consuetudini rendono questo tipo di dinamica estremamente
difficile da superare, non vi è infatti dubbio che, lasciando i propri
punti di riferimento, le "PAURE" da affrontare siano molte.
Ecco, questo è ciò che sono in grado di ricostruire dell' incontro
di sabato. Spero che altri contributi arrivino dagli altri miei compagni perché
rileggendo mi sono reso conto che qualcosa ancora manca
Non mi resta che salutarvi con un arrivederci a presto
Milano 23/09/02
Dino