Milano 20/7/2000
Al comune di Milano
Presentazione e presupposti teorici
Negli ultimi mesi del 97 ha preso vita nella sezione penale del carcere di
San Vittore un gruppo di lavoro che si riunisce due volte la settimana per
riflettere sul tema della trasgressione.
Il nucleo permanente del gruppo è costituito da una quindicina di detenuti,
una dozzina di studenti universitari e da me stesso, che ne sono il coordinatore.
Si tratta di un gruppo di discussione aperto, che invita almeno una volta
al mese degli ospiti esterni, provenienti da campi disciplinari diversi, con
i quali si confronta sui temi trattati nelle riunioni interne.
Gli ospiti, siano essi medici, giuristi, giornalisti, religiosi, artisti o
gente dello spettacolo, garantiscono al gruppo nuovi stimoli, in quanto vengono
invitati ad esplicitare la loro personale lettura ed, eventualmente, la loro
esperienza della trasgressione nel campo in cui operano.
L'attività del gruppo risponde essenzialmente ai seguenti obiettivi:
Per documentare il metodo di lavoro, accludo il documento che è stato prodotto dopo qualche mese di attività del gruppo. In tale documento, le parti in grassetto costituiscono alcuni spunti sui quali i membri del gruppo sono invitati a riflettere e a produrre dei loro scritti, che vengono poi commentati insieme; le parti sottolineate costituiscono dei primi esempi di collegamenti ipertestuali, che diventeranno più numerosi e articolati, via via che i contributi del gruppo e di collaboratori esterni si moltiplicheranno.
Nel tempo, si è avuta conferma di quanto sia stato stimolante per il gruppo incontrare figure non istituzionali: gente comune o personaggi di grande notorietà, con cui il confronto poteva svolgersi libero dagli stereotipi e dalle attese che solitamente accompagnano gli incontri con magistrati e con figure operanti all'interno dell'istituzione penitenziaria.
Dopo un lungo percorso, il gruppo è giunto spontaneamente a chiedere di confrontarsi con le vittime o con i rappresentanti delle vittime dei loro reati e con giovani delle scuole medie e medie superiori. Siamo dunque nel momento di massima tensione, e di massima fecondità del percorso.
Per documentare l'attività del gruppo, da qualche settimana gli incontri ven-gono ripresi con una telecamera. E' previsto che la documentazione possa essere utile ad esportare in altre sedi il lavoro ed, eventualmente, a fornire mate-riale per un film sulla evoluzione del lavoro.
La proposta: Un gruppo esterno gemellato
Si vuol proporre al comune di finanziare l'attività di un gruppo esterno
parallelo, che potrebbe periodicamente scambiare i risultati del proprio lavoro
col gruppo dei detenuti.
Il gruppo esterno avrebbe ovviamente maggiore facilità di accesso a
materiale di consultazione e di incontro con professionisti e persone interessate
al tema, così da potere elaborare riflessioni sull'argomento senza
patire i vincoli e la penuria di mezzi di cui la popolazione detenuta soffre.
Gli incontri periodici fra i due gruppi sono dunque concepiti come momento
di elaborazione ulteriore di quanto acquisito nei due diversi ambiti di lavoro,
ma anche come occasione di contatto e di scambio fra i due mondi, la cui separazione,
pur se necessaria per certi versi, ci sembra deleteria per altri.
Il gruppo esterno, inoltre, avrebbe la possibilità di occuparsi direttamente
della elaborazione dei documenti prodotti e della loro organizzazione su un
sito internet, che si ritiene possa costituire un modo efficace per intensificare
la comunicazione fra il carcere e la società esterna e per stimolare
fuori e dentro il carcere lo "scongelamento" dell'immagine che solitamente
accompagna chi ha commesso un reato per tutto il tempo della sua carcerazione.
Prevenzione nelle aree a rischio
I buoni risultati raggiunti finora dal gruppo interno (i documenti prodotti
dai detenuti, l'evoluzione dello stile con cui essi si confrontano fra loro,
i miglioramenti che tutti loro hanno ottenuto nell'articolazione del pensiero
e nella capacità di ascolto, la recente realizzazione del film "Campo
corto") suggeriscono inoltre che riflettere sui diversi aspetti della
trasgressione possa costituire uno strumento utile per elaborare il disagio
e l'impulso a trasgredire che l'adolescente vive abitualmente nella costruzione
di sé; a maggior ragione, in quelle situazioni familiari e/o in quelle
aree cittadine nelle quali si esprime in maniera più tumultuosa il
conflitto dell'adolescente col mondo adulto e del cittadino con le istituzioni.
Sappiamo infatti che, a seconda della situazione soggettiva, le regole possono
essere vissute dal cittadino in genere e -a maggior ragione- dall'adolescente
come uno strumento a supporto della propria voglia di evolversi e a difesa
della propria libertà di espressione, o all'incontrario, come uno strumento
utile a garantire solo i diritti di chi ostacola le proprie aspirazioni.
Al comune chiediamo di affiancarci con un investimento adeguato, utile a
pagare strumenti di lavoro e a supportare l'impegno dei professionisti coinvolti
nell'iniziativa.
Alleghiamo di seguito le parti più significative dello scritto cui
l'attività del gruppo interno fa riferimento.
Progetto Gruppo gemellato
Progetto Gruppi prevenzione
Progetto: Gruppi di formazione