Con lo spirito della primavera ci si sente meglio, si valutano nuovi progetti
e sembra più facile combattere, lottare per rendere reali i sogni.
È bello sognare, avere un sogno e cercare di realizzarlo.
Penso sia nella natura umana cercare di rendere possibile l'impossibile.
Tutto questo fa sentire vivi, e fa vivere.
Come nell'amore, anche nella sfida c'è quella che ha qualcosa in più;
c'è l'amore e l'amore vero, c'è la sfida e c'è la vera
sfida:
La VERA sfida è sicuramente individuale, perché seppure nel realizzarla o nel progettarla vengono coinvolte altre persone, nella sostanza essa rimane sempre e solamente individuale. Qualunque cosa o persona ci porti verso la sfida, sarà comunque solo nostra, dentro di noi.
Un esempio di come sia INDIVIDUALE la Sfida, viene dallo scalatore MESSNER che ha conquistato tutte le vette più alte del mondo, cosa che non ha fatto certo per gli altri, ma per se stesso, certo ora può trasmettere la conoscenza fatta e le sue emozioni ad altri, ma non l'ha fatto certo per questo, la spinta era tutta sua, quello che voleva raggiungere era il SUO traguardo.
Non trovo parola migliore per definire la sfida, perché la vera sfida è mossa da energie che cercano il senso profondo dell'esistenza; qualsiasi traguardo si raggiunga, il percorso fatto ci permetterà di affrontare la vita con più fermezza e sicurezza.
Un esempio sono "Le Madri De Plaza De Mayo" che in Argentina stanno
cercando i loro figli desperacidos. Perché loro? Perché non cè
Amore più grande di quello di una Madre, figuriamoci se i figli gli sono
stati imprigionati per poi svanire nel nulla, e queste madri non si sono fermate
davanti a nulla, nessun carro armato le ha domate o impaurite.
La loro esistenza è un'Odissea brutta, ritrovare i loro figli è
una necessità ESISTENZIALE, altrimenti la loro vita sarebbe vissuta senza
uno scopo, chi è la madre che vive normalmente dimenticando? Nessuna
madre al mondo lo farebbe, sono sicuro che per queste madri la lotta è
divenuta una Sfida essenziale per continuare a vivere.
La vera sfida è profonda perché permette di arrivare in fondo a noi stessi, nelle aree più nascoste, dove vi sono quegli istinti primordiali ed ancestrali, che la Sfida smuoverà come l'aratro fa con la terra.
Lì, in profondità, dove vi sono i mattoni delle nostre convinzioni,
quelle che hanno creato un muro ed è lì che qualche mattone
si sgretolerà e alcune certezze non saranno più tali; sgretolandosi,
potrebbero far cadere quel muro che ci si è costruiti durante la crescita,
durante la vita.
Per questo dico che è PROFONDA la Sfida e non posso non citare i seguaci
della disciplina nata in Cina: i "FALOONG", che vogliono far convivere
l'uomo, lo Spirito e la vita nella società odierna, attraverso esercici
fisici e di concentrazione.
Anche questo, per me, è un tratto fondamentale della vera sfida. Qualcuno
dirà che è scontato, ma nessuno può togliere che ci vuole
coraggio, più con se stessi che con gli altri, perché a te stesso
non puoi mentire; se sei vigliacco o hai paura, non ti porrai neanche le domande
che potrebbero far vacillare la sicurezza che hai nelle bugie e nelle scusanti
di copertura.
Il coraggio è essenziale, avrà a fianco anche la curiosità.
Ci vuole grande coraggio perché non sai assolutamente dove la vera sfida
ti condurrà; anche se possediamo scienze e tecnologie fantastiche, conosciamo
ben poco dell'universo che è in noi.
Esempi di Sfida dove sia evidenziato il Coraggio ce ne sono tantissimi, ma
a me è piaciuta molto la disavventura di un Cingalese poco meno di un
mese fa che, da solo a Milano, di sera, ha difeso una ragazza italiana, strappandola
dalle mani di due Albanesi che la volevano violentare, e ci ha rimediato una
serie di coltellate gravi, per cui fu ricoverato in ospedale, ma riuscì
a far scappare la ragazza.
Non la conosceva, non era del suo paese eppure si è lanciato a salvarla a rischio della propria vita, questo Cingalese ha così evidenziato quanti principi sani abbia e come li applica nel suo quotidiano.
Vista la sua situazione di emigrante in terra straniera, poteva pensare a se
stesso, alla sua già precaria situazione di irregolare, eppure non ha
esitato, questo è coraggio puro a tutti gli effetti, coraggio di rispettare
sempre i principi sani che gli sono stati insegnati, coraggio nell'affrontare
gli altri da solo per una cosa che non ammetteva la sua coscienza. Bravo! Bravo
e molto coraggioso, la sua Sfida dovunque lo condurrà sarà ricca
e VERA.
La parola programma, è stata introdotta nella discussione da poco, ma
ha anch'essa il suo posto nella definizione della sfida. La programmazione riguarda
solo la parte della attuazione fisica della sfida, nel dover affrontare il percorso
della sfida: è chiaro che se si dovrà salire sulla vetta più
alta del mondo, si dovrà programmarla nell'acquisire i materiali, le
conoscenze, i compagni (o no), etc.
Bisogna che la vera sfida sia programmata, ma, sottolineo, solo sul piano della
fisicità dell'evento a cui si è rivolti. Di fronte a una VERA
sfida nessuno saprà mai dove arriverà, quindi di programmi non
se ne può parlare.
Essere onesti con se stessi e verso gli altri, così da poter raggiungere
un vero risultato, limpido e trasparente; tutto questo eliminerà qualsiasi
cosa che sia male verso se stessi e gli altri in quella che è la VERA
sfida.
Come la vedo io, la sfida non ha bisogno che di una sola regola da sottolineare:
l'onestà; quindi non si dovrà barare o truffare, altrimenti non
sarà una cosa VERA e non si potrà raggiungere quello che si cerca
con la sfida.