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Intervista sulla sfida |
Senza pensarci troppo, quali immagini Le evoca il termine SFIDA?
Le prime immagini che mi sono venute in mente sono: James Dean in "Gioventù
bruciata" e il personaggio Hyena B. in "America 19..: sterminateli
senza pietà"
Quali personaggi della storia, della mitologia, della letteratura, dell'arte,
della scienza, dello sport?
Ulisse di Dante; Dante; Galileo; Magic Johnson
Mi dà qualche aggettivo per definire una persona che lancia una SFIDA?
Oppositiva; bisognosa di riconoscimento
Quali possono essere le cause e le finalità che spingono gli individui
a rischiare lanciando delle sfide?
Alla base di una sfida mi sembra ci sia una reazione alla minaccia di
uno più forte che impone qualcosa a uno che non ha i mezzi per contrastarlo.
Quindi: reazione e sproporzione di mezzi. Il contrario di quello
che avviene nelle competizioni sportive che non sono sfida perché prevedono
una certa confrontabilità delle risorse a disposizione: serie A, B,
C; oppure pesi leggeri, medi, massimi.
Possiamo provare a individuare alcune categorie di sfida? Quanti tipi
di sfida esistono?
Per sopravvivere; per giocare.
Che rapporto c'è fra sfida e narcisismo, sfida e istanze evolutive;
sfida e conflitto
Mi sembra che il tema del conflitto non sia centrale. La sfida più
costruttiva riguarda quella che è in rapporto con istanze evolutive,
perché ritengo che al centro di questa problematica ci sia una sproporzione
tra grande e piccolo: ognuno dovrebbe potere affrontare conflitti con strumenti
almeno un poco proporzionati al cimento da intraprendere. Per il narcisismo,
penso che chi cerca sfide per tutta la vita sia legato alla fantasia di essere
stato già grande fin dagli inizi e continui a cercare conferme di questa
inconscia e illusoria convinzione.
Cosa rimane alla persona di una sfida?
Soddisfazione e amarezza: alla base, più che la vittoria, c'è
una ricerca di sé e del riconoscimento delle proprie capacità
ed esistenza da parte di un altro.
C'è un'età in cui la SFIDA è più frequente?
L'adolescenza, naturalmente.
Quali differenze e quali analogie possiamo cogliere fra la sfida di un
adolescente e quella di un adulto?
L'adolescenza è un'età in cui avviene una riorganizzazione
della personalità, volta a integrare nel sé aspetti pulsionali
e aspetti trascurati dell'identità fino allora condivisa. Questo bisogno
di riorganizzazione del sé e di integrazione di parti di sé
inconsce, sconosciute e trascurate, si ripresenta periodicamente in vari momenti
della vita.
Immaginiamo qualche battuta fra un ragazzo e un adulto, con il primo che
racconta al secondo di una sfida che intende fare
Cosa dice il ragazzo
e cosa dice l'adulto?
Il dialogo dipende dal tipo di relazione che c'è tra i due e dal motivo
dell'incontro. Non saprei: cercherei di capire quali strumenti mancano al
ragazzo e di provare a pensare in che modo acquisirli.
E per un bambino, cosa è la sfida?
Un bambino è troppo dipendente, fisicamente e psicologicamente, per
potere ingaggiare sfide: spesso la sfida è il ritiro nel rifiuto, in
comportamenti simil-autistici.
La sfida della donna è diversa da quella dell'uomo?
In genere i maschi sono più portati alla sfida: in un bel lavoro
la Chasseguet-Smirgel osserva che le donne, potendo in modo più diretto
tornare alla madre per identificazione attraverso la gravidanza, spesso hanno
meno comportamenti trasgressivi: una donna ha a disposizione lo strumento
della generazione, che la vincola ma insieme la svincola dall'impotenza.
Secondo Lei, oggi la nostra società lancia dei messaggi di SFIDA
al cittadino?
Non saprei: mi viene in mente il controllo globale che non lascia spazio
di autonomia e di gioco. Questo spazio basterebbe, come è illustrato
nel finale di "America 19 sterminateli senza pietà", in cui
il protagonista, che ha salvato il paese, fa uno scherzo al Presidente degli
Usa lasciandogli invece della cassetta con le informazioni segrete quella
con la musica; oppure il film "Lagaan", in cui c'è la dimensione
del gioco, che alla fine coinvolge potenti british e deboli indiani.
Pensa che affrontare delle SFIDE nel corso della nostra vita sia inevitabile?
Non lo so, sarebbe meglio di no, potere coltivare curiosità e nuove
esperienze, senza dovere incontrare una nuova Inquisizione come Galileo.
Mi sembra utile sviluppare strumenti: scuole e conoscenze, per potere giocare
come sfida piacevole.