Ero, come al solito, pessimista. Come non esserlo
dopo tanti anni di
carcere senza avere mai visto riconosciuto il lavoro svolto da parte della
Magistratura di Sorveglianza
Non che ci sia nulla di obbligatorio, ma per quanto uno cerchi di tenere presente
la propria situazione - credo sia normale - in buona fede, pensare, credere
sperare
che gli addetti ai lavori si accorgano che un piccola iniezione di fiducia
e di stima diventa necessaria come l' aria
Quindi non mi aspettavo certo di essere autorizzato a partecipare al convegno
sulla "Sfida" alla fondazione Prada.
Certo, ero molto rammaricato. Ci tenevo moltissimo; tutto il lavoro fatto
con il "Gruppo della Trasgressione" mi aveva entusiasmato, mi ero
fatto assorbire totalmente da quel lavoro.
Non si trattava di fede religiosa
ma intellettuale, sì.
Fino al giorno prima, quindi, senza alcuna malinconia avevo appreso che nulla
era cambiato, e che solo due di noi erano stati autorizzati ad andare al convegno.
Anzi, per un certo verso ero contento anche soltanto di quei due permessi:
innanzi tutto per i miei compagni che finalmente avrebbero preso una boccata
d'aria fresca, ma anche perché se non personalmente, almeno il lavoro
del gruppo avrebbe ricevuto una legittimazione parziale da parte della Magistratura.
Infatti, con il mio noto pessimismo credevo che non avrebbero autorizzato
nessuno!
Penso che chiunque possa a questo punto immaginarsi la seguente scena, che
vi racconto così come l' ho raccontata a mia madre:
"
ero nelle sede della redazione, all'interno di S.Vittore, stavo
aggiustando uno scritto con Pippo
parlavamo, mentre lavoravamo, di quello
che in quel momento stava avvenendo alla Fondazione Prada. Gli dicevo che
ero contento che almeno in due erano andati e di come questo fosse un successo
parziale, quando alle mie spalle si è aperta la porta
l' Agente
mi ha detto: "Duchini, vada a prepararsi che è arrivato il
permesso per andare al convegno".
Io l' ho guardato come se fosse un extraterrestre, ho pensato ad uno scherzo,
ho cercato di rispondere senza che la mia voce tremasse per l'emozione, con
poco successo; gli ho detto che sarei sceso al 2° piano dalla matricola
sono rimasto seduto sulla sedia per cinque minuti, non riuscivo ad alzarmi,
non riuscivo a continuare quello che stavo facendo
fino a che Pippo mi
ha detto che mi dovevo muovere perché sotto mi stavano aspettando
.".
Naturalmente è vano questo mio tentativo di mettere "nero su
bianco" le emozioni provate in quel momento ed immediatamente dopo, quando
mi sono ritrovato esattamente dove avrei voluto essere.
Posso solo aggiungere che, dopo la fine del convegno, al rientro in carcere
e tutto il resto, ci ho messo quasi una settimana a "metabolizzare"
e riprendermi dalle emozioni.
E' stato tutto molto bello
esteticamente e sostanzialmente, internamente
ed esternamente, fisicamente e moralmente!
Sono anche riuscito a seguire il convegno, così come l'avrei seguito
se fossi stato in libertà, sono riuscito a parlare liberamente e proficuamente
anche con persone che non sapevo neppure esistessero, tra le quali Imma Battaglia
con lei, grandi contenuti!
Dei contenuti e dei significati culturali, però, vorrei parlare un'
altra volta
per adesso, spazio alle emozioni
in fin dei conti mi
chiedo ancora se sia veramente successo. Comunque, grazie ai Magistrati di
Sorveglianza
che me lo hanno permesso.