Figure del male

Il libro di Franco Rella
Nel cuore della civiltà occidentale abita la tenebra di Auschwitz e, più recentemente, l'orrore delle Twin Towers e dei bombardamenti sull'Afghanistan. Ma oscuri lembi di Male percorrono le nostre esistenze, altrettanto inafferrabili, altrettanto ingiustificabili, tanto che si è detto che il Male è, per definizione, l'incomprensibile. Questo libro cerca di coglierne almeno le tracce attraverso le varie figure che esso assume, dalla malvagità alla sofferenza: a tutto ciò che possiamo definire "il male di vivere". È così che ci troviamo a percorrere sentieri che attraversano l'etica, la filosofia, l'arte, la letteratura fino al punto in cui viene messo in questione anche il discorso che ne parla.

Approfondimento
Il male, è stato detto, è incomprensibile e ingiustificabile, sia quando esso si presenta come "malvagità", sia quando preme e dilania le nostre vite come sofferenza. La religione e la filosofia hanno cercato di darne ragione, ma il loro tentativo è risultato più una consolazione che una spiegazione, fino al punto in cui ogni teoria, ogni giustificazione sembrano essere state travolte dalla tenebra di Auschwitz.

È sui bordi di questo terrificante evento che si risale alla figura di Giobbe, per poi ridiscendere a noi, al male che abita dentro di noi, fino ai confini della vecchiaia e della morte. Di fronte alla violenza, agita o patita, di fronte al dolore che ci rende simili a "cose" e sembra talvolta privarci della nostra umanità, si ripete ossessiva la domanda: "Perché il male?". Se a questa domanda pare non si possa dare una risposta certa e definitiva, siamo almeno in grado di trovare le figure attraverso cui il male si è rappresentato, è diventato visibile davanti a noi, in alcune riflessioni, e nelle opere di poesia e d’arte. Il "racconto" di questo percorso – perché di fatto il libro è una narrazione – finisce per porre in questione anche la tentazione dell’"oblio del male" che sembra essere diventato dominante nella nostra società.