Non c'è che dire, da quando ho fatto mie le sue idee e teorie la mia
concezione sul male è cambiata radicalmente!
Ok nessuno nasce assassino, pedofilo, maniaco, ladro!
Tutti questi soggetti, mediante microscelte e esperienze più o meno traumatiche
fatte o subite, sono stati portati a diventare quello che sono diventati.
Prima che carnefici sono stati vittime!
E' con quest'ottica più matura, comprensiva e meno carica di rancore
che ho riaffrontato e riaffronto tutt'ora i casi riportati dalla cronaca.
Il mio intento non è più quello di giudicare (quello forse non
lo è mai stato) né di concentrarmi sulle emozioni che tali fatti
scatenano in me, ma quello di cercare di capire, comprendere e riuscire a trasformare
il mio odio in compassione per chi come ho detto sopra è stato prima
vittima che carnefice.
Forte della mia spada della comprensione e tolleranza mi sentivo forte e invincibile
, sentivo di potermi confrontare con qualsiasi mentalità, anche con quella
più intransigente, ma ahimé non è stato proprio così.
Già dai primi incontri/scontri con l'altro le mie ferme convinzioni
hanno cominciato a vacillare.
Vorrei esporle le mie perplessità con la speranza che qualcuno, che a
quest'ottica matura e comprensiva ci è veramente legato, possa scioglierle.
Se parliamo di pedofili come persone che in passato hanno subito ciò
che ora compiono, il nostro porci a loro è del tutto comprensivo e teso
al recupero..... ora proverò a esporle la mia prima perplessità
con un esempio per assurdo.
Il pedofilo ha un padre pedofilo che a sua volta aveva un padre pedofilo, ma
nella storia dell'uomo ci sarà stato un padre originario, un padre che
per primo ha fatto il padre e che essendo primo non ha avuto padre. Non avendo
avuto padre, non ne ha avuto nemmeno una pedofilo. Ma allora la pedofilia da
dove arriva? E' innata?
No, la pedofilia è il risultato di un'esperienza subita.
Così si instaura un circolo senza capo ne coda. E' un po' come chiedere
se è nato prima l'uovo o la gallina.
Forse la mia domanda sorge dalla confusione che le sue parole hanno lasciato
nella mia mente che sta lottando con tutta la sua buona volontà per
uscire dal pensar comune, ma che forse al pensiero comune è ancora
fin troppo ancorata.
Forse la risposta è proprio davanti ai miei occhi, ma le assicuro che
non riesco proprio a trovarla.
Tutto ciò sta creando in me uno stato di ansia che è difficile
da comprendere.
A volte, presa dallo sconforto, arrivo alla conclusione che da questa maledetta
mentalità chiusa ed ignorante mai mi distaccherò, altre volte,
affidandomi alle sue parole, vengo presa comunque da mille dubbi che creano
in me questo stato d'ansia.
Se siamo tutti vittime della nostra storia, mi chiedo se non sarà ormai
troppo tardi per lottare per un mondo dove il male dilaga.
Il Male, questa è la vera malattia, perché si diffonde come
un virus facendo vittime su vittime, che da adulti faranno altre vittime e
cosi via....
Come arrestare tutto questo?