Forum
Ho preferito riscrivere I dialoghi in prima persona cercando di attenermi a ciò che è stato effettivamente detto, spero di aver colto in sintesi I pensieri di tutti,scusate le eventuali imprecisioni o errori. Sono gradite integrazioni e/o precisazioni.
Diego : Quale sfida ti senti di lanciare dopo aver conosciuto la realta' del carcere?
Cosimo : La sfida contro il Tiranno, contro una voce interiore che non ci permette di essere soddisfatti di quello che siamo; la sfida verso contro quelle istituzioni che non favoriscono l'emancipazione dei i cittadini dai loro limiti personali e sociali; la sfida di capire, di cercare un dialogo per la crescita, di liberarsi del Tiranno.
Dino : se un tuo caro amico fosse nei guai e ti chiedesse aiuto saresti disposta
a compiere un reato per lui? Se si' fino a che punto?
Silvia : Con il cuore si' ma con la testa no. Con il cuore fino alla vita.
Sisto : Pensi che ci sia un limite nella sfida e che questo si potrebbe allungare?
Sara : Dipende dalla sfida e dalle circostanze.
Diego : Dici che non tutti siamo uguali, sei sicura di non rischiare di finire
in carcere?
Sara : No, non sono sicura. Credo che noi non siamo qui per darvi compassione.
Ognuno di noi ha esperienze diverse e in funzione di questo possiamo creare
qualcosa di utile.
Salvatore : L'amore può dare un limite alla sfida?
Antonella : Il legame affettivo può limitare la voglia di andare oltre
I confini. Sfida e amore non sono incompatibili, l'amore può portare
a porre un limite alle sfide che si tende a giocare in maniera onnipotente,
trascurando le esigenze di chi ci sta vicino; ma esistono molti compromessi
possibili e utili.
Dino (?) : Qual'e' il gioco fra le mura e la porta (ripreso da scritto) dopo
l'esperienza del gruppo in carcere?
Cosimo : La realta' e' dura da digerire. La situazione e' diversa da quella
della prima volta che sono arrivato qui ma anche questa mattina avevo un po'
di timore e paura pensando di venire in carcere.
Dino : La persona che commette reati ha pochi scrupoli, avere pochi scrupoli
aiuta a eliminare la paura di commettere reati?
Claudio : Dal momento che compi un'azione I precetti morali vengono meno,non
sono vincolanti.
Emilia Patruno a nome di Guido : (dallo scritto di Livia) non siamo qui per
parlare ma per fare delle cose.
Non siamo tutti uguali. Bisogna trovare uno sforzo comune nel fare qualcosa.
L'esperienza dice che e'difficile comunicare se non si costruisce qualcosa
insieme, non bisogna focalizzarsi solo sul reato. E'importante fare qualcosa
di concreto. -viene messo in gioco il concetto di amicizia all'interno del
gruppo-
Tiziana : Anche per voi come per me questi incontri hanno una funzione terapeutica?
Diego : tutto questo mi serve per crescere.
Dino : attraverso gli incontri si arriva alla comprensione della devianza.
Aparo a nome di Luigi Pagano e Enzo Funari : A cosa serve questa esperienza
se quando I detenuti usciranno troveranno una realta' simile a quella di quando
sono entrati? Cosa se ne fanno degli strumenti appresi?
Diego : Le riunioni e I convegni servono a crescere, rendono possibile la
comunicazione. Probabilmente verra' fuori qualcosa di buono.
Sara : la societa' non sara' uguale a quella che hanno lasciato entrando in
carcere, la situazione familiare,lavorativa sara' cambiata. Perche' non creare
un punto di incontro per far crescere?
Aparo a nome di Enzo Funari : non c'e'il rischio di dare strumenti che nella
societa' non potranno utilizzare,che diventeranno illusori e creare cosi'
maggior frustrazione?
Salvatore : Il gruppo e' utile per rapportarci meglio con la societa',per
approfondire temi importanti. Siamo tutti a conoscenza che all'uscita troveremo
dei problemi (difficolta'a trovare lavoro,niente patente
).
Dino : Il Dott. Pagano ha fatto una provocazione verso al societa' (riprende
una lettera scritta al quotidiano la Repubblica dal titolo "il carcere
come repressione o recupero") Pagano si chiede cosa potranno fare I detenuti
fuori dal carcere,il loro ruolo. Sono convinto che in ogni caso la cultura
faccia innalzare anche se poi fuori si possono commettere altri reati, attraverso
la cultura I detenuti diventano meno pericolosi.
Antonella: la realta' e'quella che e' ma penso che il nostro gruppo puo' aiutare
Il detenuto a riflettere e non a giustificare I propri gesti devianti.
Pippo : Papagno e Funari sono delusi dalle istituzioni. La cosa piu' importante
e' crescere.
Emilia Patruno : non esiste nessuna controprova della riuscita del lavoro
che stiamo portando avanti perche' e' la prima volta che si fa. Forse la loro
e' un'accusa velleitaria . bisogna dimostrare che il nostro "sogno"
portera' a dei risultati concreti e tangibili.
Ivano : La domanda mi ha fatto incazzare. Da quando faccio parte di questo
gruppo sto cambiando,anche I discorsi che faccio in cella sono diversi,io
sono diverso anche se la realta' che mi circonda e' uguale.
Dino : Abbiamo diritto di fare e di sognare. Tutto questo puo' essere l'inizio
di qualcosa di grande che potra' portare a una miglior comunicazione carcere-societa'.
Aparo : noi facciamo la nostra parte
.c'e' bisogno di altre persone
..