Maschere e ruoli |
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Studente Carate 3° |
Gennaio, 2004 |
Durante il carnevale rimango sempre colpita dalle bellissime maschere. So che dietro ad ognuna di quelle c’è un bambino, un uomo, una donna; non so però che tipo di persone sono, non lo so perché la maschera che indossano nasconde la loro personalità.
Molti usano la maschera per nascondersi, per non sentirsi quello
che sono.
Tutti portiamo una o più maschere, le portiamo sempre con noi.
La maschera è il trucco da noi usato in ogni momento della giornata nel
relazionarci con gli altri. Indossiamo la maschera di studente, figlio, amico,
amante. Ciò non significa essere falsi, significa solo che abbiamo dei
ruoli, alcuni scelti da noi, altri no. Queste maschere non hanno una connotazione
per forza negativa, in quanto rappresentano semplicemente i vari ruoli che svolgiamo
durante la giornata. Sono parti della nostra identità: tante facce della
stessa medaglia integrate in quella che è la nostra personalità.
La maschera è uno strumento di cui siamo in possesso e, come tutti gli strumenti, può diventare un’arma a doppio taglio: è comodo vivere protetti da una maschera, questo però diventa rischioso nel momento in cui ci facciamo sopraffare dal ruolo che ci viene assegnato. Bisogna avere il coraggio di lanciarsi e non essere solo ciò che gli altri vogliono che noi siamo. Bisogna osare per non rimanere vittime delle proprie maschere.
Queste maschere sono imposte dalla società in cui viviamo
e non se ne può fare a meno, fanno parte della vita, è impossibile
eliminarle, possiamo al massimo modificarle.
Il motivo per cui non si riesce o non si vuole toglierle è la paura di
esser giudicati e rifiutati.
E’ difficile essere se stessi sempre perché per
esserlo bisogna combattere con quello che ci circonda, con quello che gli altri
pensano. L’importante è evitare che la maschera diventi “far
finta di essere ciò che non si è”, perché in
tal modo non ci aiuterà e rivelerà la sua falsità a noi
e agli altri.