Sono mesi che mi si gonfia il cuore e la gola dal dolore, ti vedo soffrire
in quel letto d'ospedale, con tutti i tubi attaccati, gli occhi umidi e gonfi
di lacrime, il tuo sguardo presente, il ricordo di te, di quando sorridevi.
Tutto questo non è giusto.
Così dopo averti ascoltato ho deciso di aiutarti in quello che mi hai
chiesto.
Mi hai fatto cenno che era il momento giusto.... Mi sono guardato attorno
e ho chiuso il dosatore di gocce della "flebo" per mettere fine
al tuo dolore.
Ho ricordato il tuo ultimo sorriso.
Ho aspettato quei lunghissimi secondi che tu chiudessi gli occhi, e che le
smorfie di dolore sparissero dal tuo viso, rendendomi libero da quel gesto.
Quel giorno sono morto con te, dolce amico mio.
(fantasia di un'eutanasia)
Molte volte ho pensato a cosa farei io, se mi trovassi nella situazione di dover decidere un gesto così forte nei confronti di una persona cara.
Non so se ne sarei capace, dovrei trovarmici.
Penso che arrivi a compiere un gesto del genere chi ha perso la lucidità
a causa della sofferenza del momento Secondo me, il motivo principale che
induce una persona a prendere in considerazione l'eutanasia è che non
si sopporta di veder soffrire la persona che si ama, sia per amore della persona,
sia per incapacità di sopportare il proprio personale dolore. Si cede
per amore verso l'altro, ma anche perché spinti dal proprio egoismo,
dalla propria incapacità di tollerare la sofferenza dell'altro.
Bisogna però considerare anche un altro fattore: la confusione vissuta da una persona che si trova davanti a un problema così grande, la difficoltà di decifrare cosa è giusto e cosa è sbagliato: "ha sofferto abbastanza", "non se lo meritava proprio", "tutto questo non è giusto", "ora basta"; ecco cosa ci si dice in questi frangenti!
Dobbiamo considerare questa persona una persona che ha sbagliato oppure no?
Una persona imperfetta perché non ha saputo resistere al dolore, o
una persona che ha avuto il coraggio di scegliere quello che molti vorrebbero
essere in grado di fare per una persona cara?
La prospettiva di una sofferenza annunciata mi ha fatto compiere gesti che non volevo, mi ha indotto a mentire, mi ha costretto a comportarmi diversamente da come avrei voluto.
Ho visto queste cose anche nei comportamenti delle altre persone, vedevo
chiare le contraddizioni e le bugie, e ho lasciato fare, perché penso
che una persona sia tale anche nei momenti in cui si sta "nascondendo";
penso faccia parte dell'essere uomini completi e perfetti allo stesso tempo;
la perfezione sta anche nell'imperfezione.