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Sala di registrazione |
Ore 23,20... sala di registrazione, la ricerca della PERFEZIONE.
Tutto deve essere esattamente a tempo, e si sta lavorando solo sulla batteria.
Per trovare la concordanza tra strumento, metronomo e macchine che filtrano
il suono, cercando febbrilmente questo tempo perfetto, ci sono sei teste che
pensano, dodici mani che lavorano e un numero, che a me sembra illimitato,
di cavi.
Si sfida l'imperfezione, si cerca la precisione assoluta... un cuore che
batte e guida il resto, niente vibrazioni, niente battiti sporchi. Stanno
lavorando da un'ora fatta di fatica, concentrazione, sforzo, orecchio.
Ripeti, modifica e da capo.
Tutto di nuovo, dall'inizio, in un crescere di tensione, sguardi, suoni.
Questa è la ricerca della PERFEZIONE.
La ricerca della perfezione del tempo, la scansione precisa, millimetrica,
tecnica.
E si corregge la mano imperfetta dell'uomo modificandone l'operato per mezzo
della macchina, del computer. Ho voluto respirare quest'aria, stasera, per
rendermi conto di come nella musica si affronta il tema dell'imperfezione.
Stasera si cerca il tempo perfetto e lo si mischia con suoni distorti, personali, imperfetti. Stiamo ancora lavorando sulla precisione però, perchè qui precisione e perfezione sono due termini che si sovrappongono e che sono la base necessaria allo sfogo della creatività umana, imperfetta, fascinosa.
Mi domandavo: l'imperfezione viene allora dalla perfezione?
Musicalmente parlando forse sì. La prima gettata, le fondamenta sono
fatte di tensione verso il suono perfetto, cristallino, verso quella che era
l'idea della perfezione: pulizia, precisione, tecnica. Pensavo al rinascimento,
al famoso uomo di Leonardo....
La perfezione è forse un'idea sancita allora tra gli uomini, un accordo,
non una legge assoluta, ma canoni fissati tra persone in un dato momento storico?
Allora l'imperfezione sarà ciò che sfora da questa idea concordata.
L'imperfezione è una conseguenza, l'altra polarità, la differenza
rispetto a qualcosa? Ma questo "qualcosa" è legato a un'idea
che viene dall'uomo... da mani imprecise, imperfette.
Stasera mi accorgo che queste due polarità che accettavo come tremendamente
lontane e distinte si fondono nella mia testa come parti di un tutto che le
racchiude, anzi, che dà medesima sostanza a due elementi chiamati arbitrariamente
con due appellativi diversi.
Perfetto e imperfetto si rincorrono e si scambiano il ruolo a seconda delle
stagioni.