Avevo saputo che era in paese,
quando telefonò,
con esitazione, risposi.
Non potevo immaginare.
che la sua voce potesse destare
passate emozioni,
e di rivivere il giorno
che lei venne da me,
sulle ali del vento.
L’attesi affacciato al davanzale,
scambiammo due parole,
un sorriso,
quanto tempo.
Sull’uscio, accarezzai i suoi capelli
colore di una notte stellata,
sospirando.
ondeggiando la chioma
mi prese per mano.
In camera
seguii quel profilo
nella penombra,
silenziosa.
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Lei,
che non se n’era
mai andata,
lei che lascia
solchi profondi
nell’anima,
stava per essere ancora mia,
per un istante,
a destar
antichi sogni di desiderio.
Il verde sguardo, presente,
emanava promesse
di colline verdeggianti
p
rofumanti gelsomino.
Mio desiderio assopito
perduto, negli orizzonti
dell’esistenza trascorsa,
seguendo
sentieri proibiti,
e irraggiungibili mete,
oscuranti l’anima.
Sarò ad aspettarti ancora,
mio raggio di sole.
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