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Nell'ippodromo
romano sorgerà un impianto per produrre bio-metano
La corrente verrà venduta ai gestori, abbattendo anche i costi
si smaltimento
Energia
elettrica dal letame dei cavalli
A Capannelle si punta sull'ambiente
In
funzione tra un paio di anni potrà alimentare circa duemila case
sfruttando la digestione anaerobica di 43mila metri cubi di sterco
di VALERIO GUALERZI
ROMA
- Bisogna stare attenti a non chiamarla energia pulita perché si
rischia di fare dell'umorismo involontario. Meglio parlare di energia
rinnovabile per raccontare la scommessa che si apprestano a fare a Capannelle.
La società che gestisce l'ippodromo romano ha deciso di dare un
taglio alle spese sostenute per smaltire i 43 mila metri cubi di letame
prodotti ogni anno dagli oltre mille cavalli ospitati nelle sue scuderie
facendoli diventare bio-metano da usare come combustibile per una piccola
centrale elettrica.
"Fino alla metà degli anni '90 per noi era una fonte di guadagno
- spiega il direttore dell'ippodromo Elio Pautasso - ricordo che nel bilancio
del '96 alla voce letame c'erano entrate per qualche decina di milioni
delle vecchie lire. Era molto ricercato come fertilizzante dai coltivatori
di funghi champignon. Poi, un po' alla volta, è stato soppiantato
da altri concimi come la pollina, gli escrementi dei polli, e per noi
smaltirlo è diventata una spesa sempre più gravosa che pesa
sui conti per qualche centinaio di milioni di lire".
Così
alle Capannelle, il più grande ippodromo italiano per il galoppo
insieme a San Siro, visitato durante le 110 giornate di corsa che si svolgono
ogni anno da circa 150 mila spettatori, si sono fatti un po' di calcoli
e hanno deciso di trasformare un costo in un beneficio, anche se ci vorranno
una decina di anni per ammortizzare l'investimento da quattro milioni
di euro.
Affidandosi a una partnership con la società Marcopolo, un'azienda
di Cuneo specializzata nella produzione e commercializzazione di energia
rinnovabile, a Capannelle hanno scelto di puntare sulla tecnologia che
sfrutta la digestione anaerobica. Nella tenuta di 138 ettari che ospita
l'ippodromo verranno piazzati cinque silos alti quattro metri e con un
diametro di venti. Al loro interno finiranno un po' alla volta i 43 mila
metri cubi di letame prodotti nel corso dell'anno dai cavalli. Una quantità
di sterco in grado di riempire qualcosa come sette palazzi da quattro
piani che dovrà essere diluita con dei liquidi. Una volta sistemato
nei silos a tenuta ermetica a questo composto vengono aggiunti dei batteri
che nel giro di tre settimane "digeriscono" il liquame trasformandolo
in gas metano.
A questo punto il più è fatto: il gas viene filtrato, purificato
e convogliato verso una normale centralina di combustione per generare
energia, mentre quel poco che rimane allo stato solido viene raccolto
e venduto come concime per il giardinaggio. "E anche questa sarà
una voce di guadagno aggiuntiva, per quanto limitata", spiega ancora
Patuasso.
Cifra che si andrà a sommare a quella incassata con la vendita
dell'energia. La corrente prodotta a Capannelle non servirà infatti
ad alimentare le utenze dell'ippodromo ma sarà ceduta tramite la
Marcopolo all'Enel o all'Acea, i due gestori che operano su Roma, al prezzo
maggiorato fissato dalla normativa sui "certificati verdi" per
incentivare la produzione di energia rinnovabile. L'impianto, al quale
lavoreranno tre persone a tempo pieno, produrrà circa 6.700 kw/h
l'anno grazie a un motore da 1065 kilowatt in grado di alimentare le utenze
di circa duemila case.
"Cessato il lungo periodo di ammortamento dell'investimento - precisa
il direttore - una volta a regime l'impianto dovrebbe portarci qualche
decina di migliaia di euro l'anno, ma per noi il vero guadagno sta nel
risolvere il costo dello smaltimento, oltre che in quello di immagine".
Il contratto con la Marcopolo è stato già definito anche
nei dettagli e messo nero su bianco, ma affinché il progetto possa
entrare nella fase operativa saranno necessari ancora un paio di anni.
Uno per ottenere dagli enti locali tutti i permessi burocratici e un altro
per realizzare l'impianto. Il giorno che entrerà in funzione bisognerà
ripensare ai versi di Fabrizio De Andrè. Se è vero che "dai
diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori", ora dal letame
possono nascere anche i diamanti.
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