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Riunione congiunta sul progetto "Celle
a rischio"
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Redazione
San Vittore, 21-07-2003
Partecipanti: l’Ispettore comandante Muscariello, un gruppo di agenti,
la Dott.ssa Longo, la Dott.ssa Zoia, la Preside delle scuole del carcere Prof.ssa
Lavizzari, un’assistente volontaria, una tirocinante dell’Università
Cattolica, il Gruppo della Trasgressione e il Dott. Aparo.
Le celle a rischio
Le celle a rischio ospitano diverse tipologie di persone, dai malati psichiatrici
a coloro che hanno compiuto atti autolesionistici, persone comunque potenzialmente
a rischio che hanno bisogno di un’osservazione continua. Sono quattro
e hanno una capienza di 12/16 detenuti.
Obiettivi del progetto
- Creare le condizioni affinché i detenuti delle celle a rischio possano
tornare a vivere nei raggi insieme agli altri detenuti; farli passare da una
condizione di depressione che li porta ad avere comportamenti distruttivi
ad una di maggior benessere che dia loro la possibilità di attuare
comportamenti costruttivi per se stessi e gli altri.
- Fare in modo che il transito nelle celle a rischio diventi un momento terapeutico
affinché una volta tornati nei raggi i detenuti siano psichicamente
più solidi.
- Per quei detenuti che sconteranno la propria detenzione in quel reparto
perché incompatibili con la vita nei raggi, individuare altri obiettivi
di più piccola portata che ne migliorino comunque le condizioni di
vita.
Gli obiettivi enunciati sono di interesse comune; alla buona riuscita del progetto
sono interessati: la direzione, l’amministrazione, il corpo di polizia
penitenziaria, gli assistenti volontari, i membri del gruppo della trasgressione.
In una parola, gli obiettivi di questo progetto sono dello Stato e di coloro
che coordinano il loro operato con tali obiettivi.
Un agente penitenziario ha sottolineato che gli obiettivi sono dello Stato,
ma anche di tutti coloro che lavorano a questo progetto in maniera attiva e
non limitandosi ad eseguire gli ordini.
Proposte operative
- Fare un incontro preliminare tra i detenuti del Gruppo della Trsg che lavoreranno
al progetto, gli altri operatori e i detenuti delle celle a rischio per illustrare
loro il progetto e individuare richieste, necessità, problemi e aspettative
da prendere in carico, conoscersi reciprocamente e verificare quali risorse
siano spendibili.
- Organizzare una riunione tra un paio di agenti e un paio di detenuti per
incominciare a stendere alcuni punti operativi e verificare come i detenuti
del gruppo e gli agenti possano collaborare.
- Organizzare attività fisiche e culturali, quest’ultime riguardo
le problematiche affrontate dal gruppo con l’idea che produrre uno scritto
e collaborare ad una discussione in vista di un obiettivo comune sia uno degli
strumenti per stimolare l’attenzione e l’attività.
- Usufruire di un’ora in più d’aria affinché i
detenuti del gruppo possano interagire alla pari con i detenuti delle celle
a rischio.
- Nelle due ore al giorno in cui le celle a rischio vengono aperte e i detenuti
hanno accesso al corridoio comune, i detenuti del gruppo possono essere presenti
e interagire con loro.
- Stabilire un termine entro il quale (metà settembre) gli operatori
insieme ai detenuti del gruppo si confrontino sul percorso compiuto e organizzino
le attività future in base ai bisogni e problemi riscontrati; organizzare
cioè degli incontri di perfezionamento degli obiettivi, degli strumenti
e delle modalità per conseguirli.
Punti fermi raggiunti
Per il momento è possibile che venga autorizzata la presenza dei detenuti
del gruppo per lavorare a questo progetto in due fasce orarie:
- dalle 11,30 alle 12,45 durante l’ora d’aria ai passeggi;
- dalle 16,15 alle 18,45 durante apertura serale delle celle.
In questi orari è possibile utilizzare le salette del raggio.
Questi orari valgono fino alla fine di agosto, poi potrebbero subire dei cambiamenti
in funzione dell’organizzazione interna al carcere.
Un punto da chiarire
L’aspetto economico del lavoro del detenuto.
Molti detenuti del gruppo lavorano e mandano a casa parte dello stipendio, per
partecipare a questo progetto dovrebbero diminuire le ore di lavoro retribuite
e ciò comporterebbe loro dei problemi da tenere in considerazione.
Detenuti che inizieranno a lavorare:
Claudio Nocera, Dino Duchini, Enzo Martino, Gennaro Daniele, Giulio Martino,
Ivano Longo.
Primo appuntamento
E’ fissato per domani, 22-07-2003 alle ore 17 il primo incontro dei detenuti
del gruppo con i detenuti delle celle a rischio.
Coordinate su cui orientare gli interventi
- E’ importante che i detenuti delle celle a rischio abbiano la sensazione
di non essere abbandonati a loro stessi, ma di ricevere attenzione da parte
degli altri detenuti e dell’istituzione.
- E’ importante far sentire loro che la presenza del Gruppo risponde
anche alla richiesta di una loro collaborazione attiva e che i contenuti che
il gruppo affronta possono essere arricchiti dalla loro esperienza.
- L’obiettivo si potrà considerare raggiunto non quando le persone
prenderanno da noi ciò che gli daremo, bensì quando cominceranno
a utilizzare i nostri stimoli per produrre qualcosa di cui si sentano proprietari,
ovvero quando parteciperanno attivamente ad un corso di pittura, piuttosto
che scolastico, ai lavori del gruppo o ad un lavoro interno al carcere.