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| LO PSICHIATRA |
Marted́ 8 Gennaio 2002
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«Niente
può sostituire
i brividi della scommessa»
di CARLA MASSI
ROMA
- La vendita dei biglietti della Lotteria cala, il Totocalcio perde il suo fascino.
E litaliano scopre di comportarsi come gli animali da esperimento. Come
i cavalli ammaestrati. Simile a loro si lascia fascinare da tutte quelle azioni
che ricevono gratificazioni immediate. Lo zuccherino al cavallo dopo il salto
nel cerchio, il pesce alla foca dopo il "balletto" in mezzo allo stagno.
«Questi animali sanno che, dopo un certo movimento insegnato da un ammaestratore
- spiega Paolo Pancheri ordinario di Psichiatria alluniversità
"La Sapienza" di Roma - hanno subito il premio. I giochi, come le
slot-machine o il Bingo, hanno sulluomo un effetto molto simile»
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Il
piacere è tutto nella gratificazione del premio? Solo nelleventuale
vincita in denaro? Se
questa è la gratificazione, non cè, dunque, spazio
per lattesa di tempo come vuole la Lotteria?
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Ma,
in un caso, si vincono milioni e milioni di euro e nellaltro anche pochi
spiccioli
«Non importa, è maggiore il piacere di mettersi lì e scommettere,
scommettere. Dà più gusto sfidare i numeri del lotto e dellenalotto.
Poco importa se in palio cè una cifra da capogiro o una piccola
soddisfazione in denaro».
Questa
sovrabbondanza di offerta di giochi "tutto e subito" può, nelle
persone predisposte, scatenare una vera e propria dipendenza dal gioco?
«Sicuramente sì. Magari in forme non gravi, ma, per qualcuno, può
essere rischioso»
Solo
perché si rischia di perdere il denaro?
«Anche. Mi riferisco allinsorgere di ossessioni legate proprio al
gioco. Qualcuno può rimanere intrappolato dallimpulso di puntare.
Dallo sfruttare ogni momento del tempo libero per soddisfare questo bisogno».
Lossessione
vince sul restare senza soldi? Qual è il confine tra divertimento "sano"
e divertimento patologico?
«Chi gioca per giocare mette un tetto alle proprie perdite, sa fermarsi
in tempo. Laltro continua solo per il divertimento di accanirsi a ripetere,
ripetere, ripetere...».